Cessione del Quinto: la soluzione di credito a portata di mano
C’è un modo pratico e veloce per affrontare le tue esigenze finanziarie: si chiama Cessione del Quinto.
Questa forma di prestito personale è molto diffusa e la sua regolamentazione è in vigore da decenni, con leggi specifiche fin dalla metà del secolo scorso.
In cosa consiste la Cessione del Quinto?
La Cessione del Quinto è un prestito erogato da banche e intermediari finanziari. La sua caratteristica principale è che la rata mensile di rimborso non può superare il 20% (un quinto) del tuo stipendio netto o della tua pensione.
Ad esempio, se il tuo reddito netto mensile è di 1.500 euro, la rata massima del prestito sarà di 300 euro.
Chi può richiedere la Cessione del Quinto?
In passato, la Cessione del Quinto era principalmente riservata ai dipendenti pubblici e privati. Oggi, anche i pensionati possono accedere a questa forma di finanziamento.
La facilità di accesso a questo tipo di prestito deriva dal fatto che è garantito direttamente dal reddito mensile del richiedente. Le rate, infatti, vengono detratte automaticamente dalla busta paga o dalla pensione, direttamente dal datore di lavoro o dall’ente previdenziale.
Inoltre, nell’importo delle rate è inclusa una polizza assicurativa. Questa assicurazione protegge l’istituto di credito da rischi come la perdita del lavoro o il decesso del richiedente. La copertura per il rischio impiego prevede che l’assicurazione possa rivalersi sul cliente per gli importi eventualmente rimborsati.
Grazie a queste caratteristiche, la Cessione del Quinto è accessibile anche a chi ha avuto precedenti difficoltà finanziarie, come protesti o segnalazioni di cattivo pagatore, proprio perché il rimborso è gestito alla fonte. Per avvalerti di questo strumento, è consigliabile rivolgerti a professionisti del credito, iscritti agli albi ufficiali, che sapranno guidarti nella scelta e nel rapporto con gli istituti abilitati.
La durata del prestito può variare da un minimo di 24 a un massimo di 120 rate, ovvero da 2 a 10 anni. Per i pensionati, la scadenza massima è fissata al raggiungimento dei novant’anni di età.